IL VINO, LA CANZONE PIU’ BELLA DI BOCELLI.

 

In molti usano immagine e fama per gettarsi in campi fuori dall’attività dove hanno avuto successo. Uscendo dai confini italiani, vediamo Gerard Depardieu che ha aperto due ristoranti a Parigi. Dove, peraltro, offre il moscato di Pantelleria che nell’isola produce la sua compagna, la splendida e matura Carol Bouquet. E che dire di Francis Ford Coppola, regista del Padrino e di Apocalipse now, che fa un grande vino nella Napa Valley?

Diverso, totalmente diverso, è il caso dei vini prodotti da Andrea Bocelli insieme al fratello Alberto e alla cognata Cinzia in quel di Lajatico. Lo abbiamo scoperto leggendo il testo che il tenore più famoso del mondo ha regalato ai nostri lettori per la Grande cucina toscana. Andrea e Alberto Bocelli fanno il vino perché sono cresciuti fra le vigne di babbo Sandro. Perché ogni contadino aveva il suo vino, di cui andare orgoglioso. Perché la terra, soprattutto se conquistata a fatica (il bis-nonno dei Bocelli era solo un mezzadro dei Corsini) è qualcosa da cui è quasi impossibile distaccarsi.

E non a caso il vino di punta di questa piccola azienda (meno di 30mila bottiglie, un’inezia) si chiama Terre di Sandro (il nome del babbo) ed è prodotto con le stesse uve che nascono da quelle vigne che papà Bocelli ha coltivato praticamente fino alla sua scomparsa. Mio suocero – racconta Cinzia, mamma di Alessio (21 anni), Rachele (18) e Maddalena (11) – aveva una concessionaria di macchine agricole, ma appena poteva correva qui nelle sue vigne. Amava questa terra, il suo vino, e questo amore l’ha trasmesso ai figli. Come aveva fatto suo padre Alcide con lui.

Siamo a La Sterza, sulla strada che da Pontedera porta a Volterra. Un luogo che Andrea Bocelli ha valorizzato con il suo teatro del Silenzio.

Certo quando arriva l’estate e cresce l’interesse per il teatro – spiega ancora Cinzia – aumentano i turisti ed i visitatori che vengano a visitare il negozio e la cantina. E qui, molti si sorprendono, stiamo io e mio marito ad accogliere tutti. Tutti quelli che vengono perché amano il vino o magari sono solo incuriositi dal nome. Ci piace stare a contatto con la gente. Senza seguire certi eccessi. Una volta abbiamo rifiutato una degustazione ad un gruppo di turisti russi, nel giorno del concerto di Andrea, disposti a pagare qualsiasi cifra. Non è nelle nostre corde questo tipo di rapporto con i clienti, con gli appassionati.

E così anche per guide e critici. L’unico che scrive delle Terre di Sandro o dell’Incanto è Luca Maroni, perché dopo aver conosciuto Andrea è venuto nella nostra azienda per toccare con mano la nostra attività, spiega ancora Cinzia, mentre nel suo studio in azienda prepara alcune fatture.

Il vino di casa Bocelli va in buona parte – ça va sans dire -_ negli Stati Uniti, dove il Maestro ha venduto milioni di dischi. Andrea Bocelli per gli americani non è solo l’erede di Caruso e Pavarotti, ma ancheun ragazzo con difficoltà che ce l’ha fatta. E questa è una storia molto americana. Quando lui va a cavallo o in bicicletta per le strade di Forte dei Marmi, quelle foto fanno il giro del mondo e raccontano non solo di un divo, ma di un uomo che cerca di andare sempre oltre i confini fisici del suo problema. Nell’azienda di Lajatico si produce anche un ottimo miele, olio extravergine (le piante sono solo 360) e perfino una grappa. In realtà sono le vinacce che partono per gli alambicchi della Berta, famosa casa piemontese, per tornare sotto forma di grappa ed essere venduta nella bottega di Lajatico, dove basta suonare per essere i benvenuti. È questa dimensione tutta familiare che da ancora più sapore a vini come l’Alcide o il Poggioncino.

Ma visto il successo e la qualità di questi vini, non è ancora venuto in mente a casa Bocelli di aumentare la produzione. Una scelta di vita, una filosofia che spinge a non uscire da una dimensione familiare. Ma il nome Bocelli è troppo grosso per pensare di restare comunque insensibili alla voglia di portare avanti tutto quello che è italiano. E così martedì 14 febbraio ad Austin, in quel Texas che molto ama il tenore, Andrea ed Allberto presenteranno i Bocelli wines. I vini dell’azienda restano quelli – spiega ancora Cinzia – ma con questa etichetta Bocelli wines aggiungeremo dei pezzetti di italianità ai prodotto già esportare negli Stati Uniti. Ad Austin presenteremo due vini, un Prosecco ed un Morellino di Scansano, scelti con l’aiuto del nostro enologo, Paolo Caciorgna. Un’operazione di una certa importanza perché immaginiamo di arrivare a distribuire mezzo milione di bottiglie nel solo mercato degli Stati Uniti.

E non è finita qui. Alberto Bocelli architetto

in divisa da vignaiolo, conferma i contatti con la Cina e con tutti i grandi paesi dell’Estremo Oriente, dal Giappone alla Corea del Sud. Si pensa in grande, e non potrebbe essere altrimenti. Ma senza muoverci mai da La Sterza. Ed è questo che la gente ama nei vini con etichetta Bocelli.

 

 

FONTE: IL TIRRENO.IT

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